Pillola libera
Buongiorno,
stamattina sullo stanco bus che si farcisce di giovani studenti e studentesse più o meno salentini il mio vicino di posto ascoltava a palla il death metal. Questo mi porta alle seguenti considerazioni:
a che ora ci si sveglia per sopportare il deathmetal alle nove del mattino?
perchè aveva la stessa espressione mentre gli urgrund o i profanatika gli sparavano nelle orecchie e anche quando gli è finita la cassetta ed è rimasto il silenzio?
Quanto ancora dovremo vivere nel pregiudizio che chi fa/ascolta death metal ha intenzione di inneggiare all’aldilà?
A parte questo, una delle mie idee scrittorie in questo periodo è quella di una terra in cui tribù di musicisti sono in lotta per la terra della musica: io ovviamente patteggio per i funkettoni, ma stamattina pensavo che se la tribù dei metallari scherasse, chessò i rigormortis, io senza dubbio metterei in campo loro:
Maestro,
neanche lui ha le scarpe ed ha un altro talento…
Il mio schieramento prevede come minimo Robert Johnson, Oum Khaltoum, Fugazi e Shipping News.
Poi ho le riserve: Montserrat Figueras, Alqantara
Mia giovane allieva,
qual’è la lezione che si apprende
comparando le due immagini?
Che per differenti attitudini,
si pone lo stesso metro di misura: il piede.
A occhio, nel suo caso, direi dal 44 in su.
Ora mi vado a sentire i fugazi.